Cronoca di un avvistamento

Filicudi - 8 luglio 2004 - ore 18,30

I delfini… i delfini…

Così, con un “urlo”, misto tra stupore ed entusiasmo, Deborha, mentre risaliva in barca dalla scaletta, avvistava un branco di 8/10 Tursiopi che nuotava parallelamente alla costa a non più di 50 mt. da noi. Si sarebbe rivelato l’avvistamento di delfini più interessante che mi sia mai capitato. Si, perché, iniziato  “l’inseguimento” di questi splendidi esemplari, ci saremmo imbattuti in una stupenda scena  di caccia…
Ma procediamo con ordine. Dopo l’urlo, Gaetano, il fantastico skipper, accende il motore mentre Alfredo (sessantaduenne ingegnere in pensione, grande viaggiatore e saggio uomo) salpa l’ancora. Scendo sotto coperta e prendo la mia macchina fotografica attrezzandola con uno zoom 90/300, adatto per le foto da una certa distanza. Anche Rita, emozionatissima, prende la sua macchina così come Deborha, Antonella1, Francesco e Alfredo. Antonella2 non ne possiede una e quindi si gode lo spettacolo in “diretta”.
Subito assistiamo ad una scena di perlustrazione: i tursiopi, stando lontani dalla nostra prua, setacciano la zona, con apnee che raggiungono i 2’ 30" di durata, sfruttando il loro bio-sonar che gli permette di individuare i pesci anche a grande distanza, Segno che hanno individuato il banco (sardine, alici, pesce azzurro in genere).
La loro tecnica è entusiasmante: circondano le prede sistemandosi a croce: due a dx, due a sx, due avanti e due dietro in modo assolutamente simmetrico formando, così, un cerchio di circa 20 mt. di diametro. Iniziano adesso gli “sbatti coda”; battono, cioè, la coda in acqua con gran fragore per spaventare le prede ed indirizzarle dove vogliono loro. Così facendo, compattano il banco di pesci. Da un’altra parte, si esibiscono in salti (epimelettici in gergo specifico) che hanno la stessa funzione. E intanto Rita scatta in continuazione… Alla fine, a Palermo, scoprirà di avere la macchina senza il rullino… succede..
Il momento è... magico ed ogni cosa può accadere… Si vedono, adesso, salire dal fondo bolle d’aria in cerchio, a creare una gabbia  per le prede confuse ed impaurite; e, finalmente…. Si mangia…! All’improvviso, davanti a noi, un salto contemporaneo di quattro delfini, come animali ammaestrati, suggella l’ora… del pranzo. Non tengono più conto della nostra  discreta presenza, pensano ad una sola cosa: nutrirsi per continuare a vivere; a riprodursi; ad assicurarsi la propria continuità e perché no… (vogliamo crederlo) a farci godere ancora di questi magnifici spettacoli naturali.

Guido